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SEGNI BAROCCHI
Il Festival dei Segni Barocchi è un vero e proprio laboratorio della cultura
Barocca ed è
considerato
una delle più importanti esperienze europee, che annovera fra le sue iniziative culturali
concerti musicali, spettacoli di teatro, danza, rassegne cinematografiche e
audiovisive e mostre in qualche modo improntate al barocco.
La ricerca di questo stile nelle arti non si
limita al solo '600, ma ai suoi influssi o riprese posteriori. In particolare il festival si propone
di evidenziare i segni barocchi: le perle brillanti e irregolari del “passato e
del presente”
La manifestazione si accompagna a feste in
costume, giostre e giochi.
Nel 2006
ricorre il venticinquesimo anniversario della
nascita di Segni Barocchi: la prima edizione del festival, promossa e
organizzata dal Consorzio economico urbanistico per i beni e le attività
culturali della Valle Umbra Sud, si è svolta dal 1° settembre al 4 ottobre
1981.
La manifestazione è
nata grazie alla collaborazione del Prof. Fabio Bettoni
e Piero Arcangeli e dalla constatazione che il punto di riferimento costante
della città di Foligno dal dopoguerra era la Giostra della Quintana.
Questa
constatazione trovava elementi confermativi della giustezza dell’idea nella
considerazione che segni importanti di stile barocco, nella città di Foligno, si
rintracciano nella tipologia architettonica, negli interni dei palazzi e delle
chiese e nella produzione artistica e letteraria.
Nasce così Segni Barocchi
che si proponeva e si propone di assumere le caratteristiche di un festival
finalizzato a diventare un coerente punto di riferimento rispetto ai segni del
Barocco in Italia e nel Mondo.
Volendo ricostruire un tempo per proiettarlo
dialetticamente come festa nella vita di oggi, il costante interesse del
festival alle categorie estetiche di Manierismo e di Barocco non si limita ad
una rivisitazione in chiave filologica ma piuttosto costituisce uno strumento di
interpretazione della realtà contemporanea, nella quale spesso predominano forti
segnali neobarocchi. Segni, insomma rispetto al Seicento, da ricercare guardando
indietro, estendendosi in avanti, o interpretando le attuali espressioni
artistiche presenti nei settori produttivi di cultura e nel nostro vivere
quotidiano.
In particolare Segni Barocchi, in ventisei edizioni dal 1981 al
2005, ha offerto, a pubblici differenziati, 350 iniziative culturali:
107
concerti musicali
18 spettacoli di teatro musicale
30 spettacoli di
danza
77 spettacoli teatrali
34 spettacoli teatrali itineranti ed eventi
spettacolari
24 rassegne cinematografiche e audiovisive
30 seminari,
conferenze e laboratori
30 mostre.
Il festival ha costruito un vero e
proprio laboratorio permanente della cultura barocca e può, in questo ambito,
considerarsi anche in relazione all'immagine conquistata sulle pagine dei
giornali e nelle emittenti radiofoniche e televisive, una delle più importanti
esperienze europee.
Insieme al Festival hanno fatto
strada musicisti, attori, ricercatori, gruppi musicali e compagnie teatrali:
sono tornati a vivere, attraverso le mostre, opere d'arte e d'artigianato, libri
e materiali di archivio.
E' cresciuto il lavoro dell'artista, ma si è sviluppato
anche il lavoro dello spettatore; esperienze e produzioni piccole hanno trovato
il loro palcoscenico insieme alle grandi produzioni nazionali e internazionali;
il Footsbarn, le macchine pirotecniche, con il “Mago del Fuoco”, Els Comedians
di Barcellona con “Dimonis”, Eugenio Barba, il teatro giapponese, le antiche
danze indiane, i Plasticiens Volants, il teatro studio Krypton, Giorgio
Albertazzi, Raf Vallone, il Teatro Stabile Abruzzese con le “Metamorfosi” di
Ovidio, la Compagnia La Piccionaia, Valerio Festi, Claudio Morganti, Pamela
Villoresi, Andrea Liberovici, Ottavia Fusco, Peppe Barra, il Teatro Tascabile di
Bergamo, Silence Teatro, il Teatro Potlach, il Teatro Scientifico di Verona, la
compagnia çàjka, Katia Ricciarelli, Antony Rooley, Jordi Savall, Montserrat
Figueras, Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Enrico Gatti, Fausto Razzi, Daniel
Chorzempa, Franco Battiato, Nil Rogers, Angelo Manzotti, Vadim Brodski, Les Arts
Florissants, I Solisti Aquilani, La Nuova compagnia di Canto Popolare, la
Compagnia Ris et Danceris, l'Orchestra barocca Orpheon di Vienna, l'Orchestra
barocca dell'Unione Europea, I Solisti di Perugia, il Coro St. Jacob di
Stoccolma, l’ensemble barocco l’Arpeggiata, la Compagnia Naturalis Labor, la
Compagnia di danza barocca l’Eventail, Materiali Resistenti Dance Company,
Sarruga Produccions, Drammateatro, la Stagione Armonica, Les Talens Liriques,
Antonello Aleotti, i Solisti del Barocco di Mosca, l’Ensemble Terra d’Otranto,
l’Homme Armé, Cappella Artimisia, l’Ensemble l’Arte dell’Arco, la Compagnia di
danza Eclat des Muses, il Teatro del Carretto, la Bande des Hautbois du Roy, il
Caledonian Companion, Clemencic Consort, Les Passagers, Ana Yepes, Marcido
Marcjdoris e Famosa Mimosa, la Compagnia Transe Express ed il Teatro della Tosse
hanno emozionato migliaia di spettatori.
Dal progetto di mostre sul costume
secentesco, dirette da Carlo Ceccarelli, si è sviluppata la progettazione e la
realizzazione del Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi,
che, collocato temporaneamente a Palazzo Trinci, troverà la sua definitiva
sistemazione a Palazzo Candiotti, nel quale potrebbe essere collocato anche il
Centro di documentazione di Segni Barocchi, allestendo altresì la mostra
permanente del festival.
Senza le urgenze strutturali rappresentate da Segni
Barocchi forse oggi la città di Foligno non avrebbe avuto a disposizione gli
Orti Giusti Orfini e gli Orti Jacobilli, diverso sarebbe stato il progetto del
Campo Sportivo di Porta Romana e dell'Auditorium San Domenico, che questo anno
celebra il Decennale della sua inaugurazione, diversa sarebbe stata la
destinazione dell’Oratorio del Gonfalone, della Chiesa di S. Caterina, della
Chiesa di Betlem e di Palazzo Candiotti, minore sarebbe stata l'attenzione per i
beni architettonici e artistici da restaurare.
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