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LA QUINTANA DEL 1946
Il 25 luglio del 1946 i dirigenti della
Società Operaia con lo scopo di ricercare idonee iniziative per solennizzare
degnamente l'85° anniversario della fondazione della benefica istituzione ed
anche per rigenerare gli animi dei folignati di ogni rango sociale che
ancora piangevano i morti e le profonde ferite subite dalla città durante i
disastrosi bombardamenti nella seconda guerra mondiale, decisero, su
proposta di uno di loro, Emilio De Pasquale, di ridare vita ad un torneo
cavalleresco denominato "GIOSTRA DELLA QUINTANA" che si disputò a Foligno in
data certa e documentabile, il 10 febbraio 1613 alle ore 20 nella Piazza
Grande della città alla presenza della Magistratura e del "popolo universo"
in occasione delle feste di Carnevale che facevano seguito alle celebrazioni
religiose in onore del Santo Patrono Feliciano.
La data di svolgimento della "Tenzone
cavalleresca" venne fissata per le giornate di sabato 14 e domenica 15
settembre 1946.
Al Comitato promotore si affiancarono subito
con encomiabile slancio altri volonterosi elementi di ogni categoria, tutti
tesi disinteressatamente ed in corale armonia al raggiungimento
dell'obiettivo "Quintana".
Dieci contrade furono designate a
rappresentare la città al "Campo de li Giochi", ed altrettanti i cavalieri
che avrebbero giostrato domenica 15 settembre.
Ad amministrare i Rioni scelti (Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca,
Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli, Spada) vennero invitati, con
incarico provvisorio, le persone più in vista della Città che espletarono il
non facile compito, con amore e d'accordo con i propri contradaioli e il
Comitato centrale, impiegando più del loro tempo libero, nonché mezzi
finanziari propri per far fronte alle numerose necessità richieste dalla
macchina organizzativa.
I cavalieri partecipanti alla grande sfida
erano autentici cavalieri folignati, e risiedevano tutti nell'ambito del
rione che li aveva eletti a difesa dei
propri
colori, il che costituiva elemento importante agli effetti del calore
affettivo e carismatico che l'immagine del cavaliere trasmetteva a tutti i
contradaioli, senza distinzione di età.
I primi protagonisti della rievocazione
storica della Quintana erano giovani provvisti, quasi tutti, di una cultura
ippica teorico - pratica di buon livello in quanto, alcuni reclutati a suo
tempo, per il servizio militare di leva in reggimenti di cavalleria,
prestavano servizio come ufficiali e sottufficiali presso il I°
Reggimento artiglieria ippo trainata di stanza nella nostra città.
La sera del 14 settembre alle ore 20 tutti i
seicento personaggi in costume dell'epoca, in rappresentanza dei rioni,
cento cavalli, tamburini, trombettieri, alfieri, valletti, scudieri, nobili
e magistrati in sontuosi vestiti, vessilli, stendardi e bandiere a non
finire, il "Carro trionfale" paludato dei colori della città tirato da
quattro poderosi e mansueti buoi sul quale, oltre al palio di Giostra,
appannaggio del vincitore, troneggiavano altere e sorridenti dieci
bellissime dame nei loro preziosi costumi che reggevano con orgoglio le
lance con cui i rispettivi Cavalieri avrebbero giostrato per l'ambito
primato, uscirono dalla corte di Palazzo Trinci e si affacciarono sulla
Piazza Grande sfilando tra la meraviglia e gli applausi della folla che
faceva ressa sulle transenne, poi la lunga teoria dei figuranti
s'incanalò lungo l'antica Via della Fiera, attuale Via del Corso tra due
fitte ali di gente osannate che non credeva ancora ai propri occhi...
Questo magnifico sogno si sarebbe ripetuto
alle 14 di domenica 15 settembre al Campo de li Giochi dove migliaia di
spettatori consacrarono l'indimenticabile carosello della "Virtude e
dell'onore" a perpetuarsi per gli anni a venire nel segno dei ricordi dei
nostri antenati..
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